top navigation per selezione lingue

Documenti per sposarsi in Italia

Quali sono i documenti per sposarsi in Italia che sono necessari? Questa è quasi sempre la prima domanda che i nostri clienti internazionali ci pongono…

Ed è del tutto legittima! Capire la burocrazia e disbrigarsi tra i vari documenti da fornire alle autorità per poter ufficializzare un matrimonio in Italia è, per un cittadino straniero molto difficile.

Vogliamo dunque redigere questa breve guida in modo da facilitarne la comprensione. Chiaramente trattasi di un elenco generale, se vuoi maggiori informazioni in base alla tua nazionalità contattaci e sapremo fornirti un elenco preciso dei documenti per sposarsi in Italia.

 

DOCUMENTAZIONE PER CELEBRAZIONI CON RITO CIVILE IN ITALIA

Se non siete cittadini italiani

Se non siete cittadini italiani e desiderate sposarvi in Italia dovete presentare obbligatoriamente il nulla osta al matrimonio (ex art.116 Codice civile) debitamente legalizzato e tradotto in italiano o il “certificato di capacità matrimoniale” rilasciato dalle competenti autorità del Paese di cui siete cittadini.

Se siete cittadini di uno Stato non appartenente all’ Unione Europea e non siete residenti in Italia, oltre al nulla osta, dovete presentare anche la restante documentazione comprovante i requisiti richiesti dall’ art.51, trattandosi di atti formati all’ estero non registrati in Italia o presso un’autorità consolare italiana.

Gli Stati che hanno firmato e ratificato la  Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980 e che rilasciano il “certificato di capacità matrimoniale” sono i seguenti: Austria, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia. Si segnala che la predetta Convenzione non può essere attualmente applicata per il Belgio che, sebbene Paese firmatario, non ha ancora provveduto alla relativa ratifica. I certificati rilasciati in base a tale Convenzione sono esenti dalla legalizzazione o da qualsiasi formalità equivalente nel territorio di ciascuno Stato parte. Per gli altri Stati si parla di nulla-osta.

Parimenti i nubendi, nelle ipotesi previste dall’ art 52 DPR 396/2000, possono presentare copia del provvedimento di autorizzazione al matrimonio concessa dal tribunale in presenza di un impedimento al momento della richiesta delle pubblicazioni, oppure inviarlo successivamente per posta ordinaria.

 

Che cosa è il matrimonio del cittadino straniero in Italia

Un cittadino straniero, anche se non ha la residenza o il domicilio in Italia, può sposarsi, ossia contrarre matrimonio nel nostro Paese o secondo la sua legge nazionale dinanzi all’ autorità diplomatica o consolare del suo Paese, oppure secondo la legge italiana dinanzi all’ ufficiale di stato civile, al ministro di culti acattolici ammessi in Italia, ai ministri di culto cattolico se sono rispettate le regole previste dal rito concordatario.

Se sceglie la celebrazione secondo la legge italiana, è soggetto alle condizioni previste dall’ ordinamento italiano per contrarre matrimonio e, pertanto, non devono sussistere gli impedimenti previsti dal codice civile: interdizione, difetto di libertà di stato, parentela ed affinità non dispensabili, delitto, divieto temporaneo di nuove nozze (art. 116c. 2, codice civile). Deve essere rispettato anche il limite dell’età minima (18 anni, o 16 con autorizzazione).

Pubblicazioni e documenti per sposarsi in Italia

Fanno eccezione ai precedenti adempimenti due Stati: U.S.A. e Australia.

Per questi due Paesi, vista l’assenza di autorità competenti a rilasciare il nulla osta di cui sopra, l’Italia ha scambiato con questi Paesi delle note, approvate con legge successiva, secondo le quali il cittadino statunitense o l’australiano che non riesce a produrre la documentazione prevista dal nostro Codice Civile, presenti all’ufficiale di stato civile competente i seguenti documenti:

– una dichiarazione giurata resa davanti alla competente autorità consolare da cui risulti che nulla osta al matrimonio;

– i documenti rilasciati dalle autorità statunitensi o australiane dai quali risulti indirettamente la prova che, in base alle leggi cui il richiedente è soggetto, nulla osta al matrimonio.

La legge sembra escludere in capo al nostro ufficiale di stato civile il compito di una ulteriore attività di accertamento; questi, quindi, si limiterà a ricevere il nulla osta dello stato straniero salvo i casi in cui la celebrazione possa minacciare l’ordine pubblico o il buon costume.

L’ufficiale di stato civile, una volta ricevuto il nulla-osta, procede con le pubblicazioni secondo le formalità previste per i cittadini italiani.

Se i cittadini stranieri non hanno la residenza o i domicilio in Italia, l’ufficiale di stato civile redige un processo verbale e potrà procedere alla celebrazione in assenza di pubblicazioni.

Validità del matrimonio degli stranieri in Italia

Secondo la Convenzione dell’Aja del 12 giugno 1902, il matrimonio del cittadino straniero in Italia può ritenersi valido se la disciplina dello Stato ove viene svolto nulla contesti in proposito.

Per quanto concerne il matrimonio celebrato dinanzi all’ autorità consolare, questo viene ritenuto valido, quanto alla forma, purché almeno uno degli sposi sia cittadino dello Stato cui l’autorità consolare appartiene e purché gli sposi non appartengano allo Stato nel cui territorio si celebra il matrimonio. Laddove esistano specifiche convenzioni in materia, il matrimonio celebrato davanti ad un’autorità consolare può essere trascritto nei registri di stato civile.

Gli stranieri possono contrarre matrimonio dinanzi ai ministri di culto acattolici ammessi in Italia con effetti civili.

 

DOCUMENTAZIONE PER CELEBRAZIONE CON RITO CATTOLICO IN ITALIA

 

In Italia per contrarre un matrimonio di religione cattolica è necessario:

Aver frequentato un corso prematrimoniale presso la propria parrocchia e possederne l’ attestato di frequenza;

Aver contratto tutti i sacramenti: battesimo, comunione e cresima e possederne la documentazione necessaria,

Tutti i certificati dovranno essere richiesti alla parrocchia in cui si sono ricevuti i sacramenti e dovranno essere consegnati al parroco che celebrerà le nozze almeno 6/8 mesi prima del matrimonio.

Qualora non si sia stati cresimati è necessario provvedere quanto prima presso la propria parrocchia di riferimento.

 

Inoltre sarà necessario il certificato di “Stato libero ecclesiastico”, tale certificato ha la funzione di attestare che il richiedente non abbia già in precedenza contratto matrimonio secondo il rito religioso. Tale documento può essere a volte sostituito con un giuramento dell’interessato dinanzi al parroco;

Il nulla osta ecclesiastico: è un documento che va richiesto alla Curia nel caso in cui i coniugi vogliano contrarre matrimonio presso una parrocchia differente dalla propria o fuori dal Comune di residenza;

Non resta ora che scegliere la Chiesa ove verrà celebrato il matrimonio e la data delle nozze;

Procedere con le pubblicazioni ecclesiastiche;

Effettuare il colloquio con il parroco che celebrerà il matrimonio perché rilasci il consenso religioso alle nozze.

I documenti religiosi hanno valore 6 mesi quindi non è consigliabile preparare tutto con troppo anticipo, per non rischiare che vadano a scadere, è comunque bene tenere sotto controllo la situazione e cominciare a prendere contatti con le parrocchie di riferimento nei tempi adeguati.

Sposarsi in Chiesa richiede un’offerta sotto forma di donazione per la parrocchia a volte, nelle Chiese più prestigiose, è prevista un offerta minima.